TFR non pagato: tempi, prescrizione e recupero del credito
Scritto da Alex Perrucci
Disclaimer: Questo articolo ha scopo puramente informativo. Non sostituisce il parere di un professionista. Verifica sempre le fonti ufficiali (INPS, Ministero del Lavoro).
In Sintesi
Il TFR diventa esigibile alla fine del rapporto. Se non viene pagato, resta un credito del lavoratore: bisogna prima ricostruire l'importo, inviare una richiesta formale e, se necessario, procedere al recupero. In caso di insolvenza del datore può intervenire il Fondo di garanzia INPS, ma non basta che l'azienda dica di non avere liquidità: servono i presupposti e la documentazione previsti.
Quando matura e quando diventa esigibile
Il TFR matura anno per anno secondo l'articolo 2120 del Codice civile e diventa esigibile alla cessazione del rapporto, qualunque sia la causa: dimissioni, licenziamento, scadenza del termine o accordo.
Non esiste un termine legale unico valido per ogni settore. Il CCNL può prevedere una scadenza specifica; in mancanza, il pagamento deve comunque avvenire senza un ritardo ingiustificato dopo l'elaborazione delle competenze finali.
Come controllare l'importo
Raccogli:
- contratto e data di cessazione;
- buste paga, soprattutto l'ultima;
- CU degli anni interessati;
- prospetto TFR o estratto del fondo pensione;
- comunicazioni aziendali;
- prova dei pagamenti ricevuti.
Il conteggio deve distinguere il TFR dalle altre competenze di chiusura: stipendio, ratei, ferie liquidabili, premi e rimborsi.
Primo passo: richiesta scritta
Invia una comunicazione tracciabile indicando:
- rapporto e data di cessazione;
- importo risultante o richiesta del prospetto analitico;
- somme già ricevute;
- termine ragionevole per pagare;
- coordinate per il pagamento;
- riserva di tutelare il credito.
Una telefonata non lascia una prova sufficiente e non va considerata automaticamente idonea a interrompere la prescrizione.
Se l'azienda continua a non pagare
Le strade possibili dipendono dalla situazione:
- sollecito o diffida formale;
- tentativo sindacale o conciliativo;
- accertamento ispettivo, quando pertinente;
- decreto ingiuntivo o causa di lavoro;
- esecuzione forzata sul patrimonio aziendale;
- insinuazione al passivo in una procedura concorsuale.
La scelta richiede una valutazione concreta del credito, delle prove e della solvibilità del datore.
Fondo di garanzia INPS
Il Fondo di garanzia può sostituirsi al datore insolvente per il TFR e, in determinate condizioni, per ultime mensilità di retribuzione. La procedura cambia a seconda che il datore sia soggetto o meno a procedura concorsuale.
In genere servono:
- cessazione del rapporto;
- credito accertato;
- insolvenza o infruttuosa esecuzione secondo il caso;
- documentazione richiesta dall'INPS;
- domanda presentata nei termini applicabili.
Non è quindi un rimborso automatico immediatamente dopo il primo ritardo.
Prescrizione
Il diritto al TFR è normalmente soggetto a prescrizione di cinque anni. Il termine decorre dalla cessazione, quando il credito diventa esigibile. Atti interruttivi, procedure concorsuali o contenziosi possono incidere sul conteggio.
Non aspettare anni basandoti su promesse informali.
Errori da evitare
- confondere il netto indicato nell'ultima busta con il totale dovuto;
- firmare una rinuncia generica senza comprendere gli effetti;
- aspettare solo risposte telefoniche;
- presumere che il Fondo INPS paghi senza titolo e accertamento;
- ignorare la prescrizione;
- pubblicare online dati personali o aziendali sensibili invece di conservarli come prova.