fine-rapporto2026-01-16
TFR (Trattamento di Fine Rapporto): Guida alla Scelta 2026
Scritto da Redazione
In Sintesi
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una somma di denaro che il datore di lavoro accantona mensilmente per ogni dipendente (circa il 6,91% della retribuzione lorda). Il lavoratore deve scegliere entro 6 mesi dall'assunzione se lasciarlo in azienda (liquidazione a fine rapporto) o destinarlo alla previdenza complementare (pensione integrativa).
Opzione 1: TFR in Azienda
Se scegli di lasciarlo al datore di lavoro (o al Fondo Tesoreria INPS per aziende >50 dipendenti):
- Disponibilità: Ricevi tutto "cash" appena finisce il rapporto di lavoro (dimissioni, licenziamento o pensione).
- Rendimento: Rivalutazione annua fissa dell'1,5% + 75% dell'inflazione ISTAT.
- Tassazione: Tassazione Separata. Si applica l'aliquota media IRPEF degli ultimi anni (spesso tra il 23% e il 35%).
Opzione 2: Fondo Pensione
Se scegli la destinazione previdenziale (Fondo di categoria o Aperto):
- Disponibilità: I soldi sono vincolati. Li prenderai come rendita o capitale (max 50%) solo al momento della pensione.
- Vantaggio Fiscale: La tassazione è molto più bassa, dal 15% scende fino al 9% (dopo 35 anni di iscrizione).
- Contributo Azienda: Se versi anche una piccola quota del tuo stipendio, l'azienda è obbligata (da molti CCNL) a versarti un contributo aggiuntivo gratis.
Riferimento Normativo
D.Lgs. 252/2005
Disciplina delle forme pensionistiche complementari.
💡 Il dilemma del giovane lavoratore
Scenario: Marco, 25 anni, primo lavoro. Vuole massimizzare i soldi a lungo termine.
Soluzione: Per Marco il Fondo Pensione è quasi sempre matematicamente vincente. Sfrutta l'interesse composto per 40 anni, ottiene il contributo gratis del datore di lavoro e pagherà solo il 9% di tasse finale invece del 25-30%.
Posso cambiare idea?
- Da Azienda a Fondo: SI. Puoi decidere in qualsiasi momento di spostare il TFR futuro nel fondo.
- Da Fondo ad Azienda: NO. La scelta della previdenza complementare è irreversibile.